Commenti partita
10/12/2011 Allievi Gir. "A" - Dodicesima giornata...
Campionato F.G.C.I. – ALLIEVI – Firenze, Girone A
10/12/2011
U.P.D. ISOLOTTO – S. PIERO A SIEVE A.S.D.: 4 – 1
ISOLOTTO: Bani,Forti,Badii,Rogai,Maremmi,Fantechi,Foderini,Materassi,Catapano,Putrino,Vannoni.
A disposizione :Bianchi,Bouhafa,Carrion,Magrini,Majrani,Pagani.
SANPIEROASIEVE: Sordi,Robertazzi,Loi,Romeo,Rossi,Grossi,Oretti,Hoxha,Scarpelli,Frilli,Checchi.
A disposizione: Brunelli,Landi.
Reti: Primo tempo: 33° Vannoni.
Secondo Tempo: 1° Vannoni; 18° Fantechi; 23° (S.Piero); 43° Bouhafa.
Non piove ma ci sono ampie zone di terreno melmoso. Quando in classifica l’avversario è solo qualche punto sotto a noi la partita sarebbe da giocare col massimo impegno fin dall’inizio invece i nostri ragazzi hanno spesso delle partenze eccessivamente tranquille. Quella che negli incontri di Champions si chiama “fase di studio” nelle partite dei nostri ragazzi dura troppo a lungo e si potrebbe quasi chiamare “fase di sonno”. Dopo avere corso qualche pericolo e fatto urlare un paio di volte il Mister si comincia però finalmente a carburare e le azioni in attacco si fanno più frequenti e insistite. Anche il San Piero arriva spesso nella nostra area però, da quando il motore dell’Isolotto ha cominciato a girare i pericoli maggiori sembra correrli il portiere del San Piero, non abbiamo registrato nessun intervento difficile da parte del nostro Bani.
Mentre, in panchina, cominciamo a rammaricarci per la sterilità delle azioni dei nostri attaccanti ecco che arriva, improvvisa, al 33°, la rete di Vannoni: un bel tiro al volo dalla sinistra che non ha lasciato al portiere il tempo di piazzarsi. Nei successivi sette minuti né la reazione del San Piero né le ripartenze dell’Isolotto hanno portato novità, il primo tempo si è concluso sull’ 1-0.
Il secondo tempo invece è cominciato sotto una buona stella: dopo 39 secondi Vannoni (sempre lui) ha raddoppiato. E’ stato un duro colpo per la squadra ospite, non tanto per il doppio svantaggio quanto per come è arrivato. I nostri ragazzi, in possesso di palla, hanno fatto 7 od 8 passaggi di fila, di prima, precisi, al momento giusto ed al compagno smarcato; non hanno dato modo agli avversari di prendere posizione o di raddoppiare; ne è venuta fuori un’azione veloce, tamburellante, da manuale, coronata da un tiro in porta che forse non era imprendibile ma che ha trovato il portiere imbambolato, come i suoi compagni, per quella serie inebriante di passaggi: un piccolo capolavoro.
La squadra ha gestito per più di un quarto d’ora il doppio vantaggio ma, al 18°, si è presentata un’occasione che il Mister ha ritenuto ideale per il piedino di Fantechi: punizione di seconda da fuori area, quasi centrale. Rogai tocca e Fantechi insacca alla sinistra del portiere. Il gioco sembrava fatto ma, dopo cinque minuti, è capitato un incidente, un traversone da fuori area ha colpito la mano di Maremmi (che era dentro l’area); inutile protestare l’involontarietà del tocco, l’arbitro ha fischiato: ammonizione, rigore e risultato sul 3 -1.
Non è stato però il segnale della rimonta per il San Piero, le squadre hanno continuato a fronteggiarsi quasi alla pari ma, nel caso, è sempre quella di casa a creare qualche pericolo in più; puntuale, infatti, in pieno recupero, dopo una serie di calci d’angolo, Bouhafa ha infilato per la quarta volta la rete degli ospiti.
Il punteggio non rispecchia fedelmente la partita; anche se dobbiamo riconoscere alla squadra di casa una leggera superiorità non sembrava che fra le due formazioni ci fosse un divario di tre reti. L’Isolotto ha vinto perché ha segnato per primo ed ha ghiacciato gli avversari con la “rete-spettacolo”; il resto è un “di più”. Da segnalare che sia Maremmi sia Mantechi avevano già collezionato tre ammonizioni, con quelle di oggi hanno fatto l’en plein e salteranno la prossima partita; peccato! Siamo curiosi di vedere la soluzione che uscirà dalla bacchetta magica del Mister.
Considerazioni.
Non so se rallegrarmi per il fatto che i nostri ragazzi considerano il calcio solo un divertimento e lo giocano con spensieratezza oppure disperarmi per la sconsideratezza con cui si presentano al campo, il giorno della partita, dopo due giorni di pioggia, con le scarpe “da asciutto” (quelle con i tasselli di plastica). Molti hanno faticato a reggersi in piedi e anche quelli che operavano dove il campo era meno insidioso non hanno potuto muoversi con la necessaria disinvoltura.
Perché sono così sprovveduti? Dobbiamo alla loro dabbenaggine le incertezze dei primi 20 minuti del primo tempo? Avranno capito che giocare con le scarpe sbagliate costituisce un handicap non trascurabile? Hanno un mese per provvedere: la prossima partita si giocherà sul sintetico ma in quella dopo, il 7/1/2012, ritroveremo quasi certamente di nuovo la melma di oggi; non so se confidare nel loro buon senso o affidarmi decisamente a Babbo Natale.
Per quanto riguarda la partita oggi non possiamo essere troppo critici per via del risultato, molto confortante, e per le molte cose positive annotate durante il gioco. Tutti e quattro i difensori hanno avuto momenti di distrazione ma hanno anche fatto vedere recuperi pregevoli e interventi rassicuranti. Il centrocampo non è eccezionale ma con due elementi in posizione e un terzo più fantasioso (o anarcoide) riesce spesso a costruire qualcosa di buono. Il reparto più carente è l’attacco dove mancano (secondo me) elementi con le caratteristiche della punta pura.
Sogno sempre uno che, sullo scatto, prende due metri all’avversario, che tira al volo, negli angoli, anche quando non vede la porta, che, dargli la palla, è come metterla in cassaforte, che salta, sui cross, e schiaccia la palla di testa, a terra. La realtà è molto diversa: conclusioni sfumate per avere indugiato troppo a tirare, per avere spostato la palla sul piede buono, per avere ignorato il compagno meglio piazzato, per la paura di sbagliare un tiro al volo, per il vizio di scartare più avversari possibile, per la paura del contrasto, per la scelta della soluzione difficile anziché di quella lineare, per essersi allungato la palla oltre la linea di fondo.
D’altra parte vedo anche giocate superbe, finte, controlli, tocchi e inserimenti ispirati, piacevoli a vedersi, appaganti; accenni di bel gioco che infondono fiducia nel futuro. Una fiducia che sarà delusa perché il calcio non è una materia che, una volta imparata, è acquisita definitivamente; il calcio è estro, fantasia, fortuna; ogni volta occorre improvvisare, cambiare, inventare, sorprendere, ingannare. Oggi abbiamo visto sprecare un’occasione a Foderini, abbiamo visto Catapano che, dopo essersi mosso favolosamente ed essere arrivato da solo davanti al portiere, ha sparato la palla alle stelle da pochi metri. Se non conoscessi il suo odio per i bagni alla turca direi che prima ha fatto un fiore e poi ci si è accosciato sopra e lo ha coperto con i suoi “bisogni” (in gergo la frase risulta più breve, cruda ed espressiva ma non vorrei che questo testo cadesse in mano a qualche signora/signorina di buona famiglia, potrebbe scandalizzarsi). Guardiamo però anche il lato positivo, la fase preparatoria c’è stata, così come ci sono stati gli scambi che hanno portato all’occasione fallita da Foderini, quelli che hanno permesso a Vannoni di segnare per due volte, il piedino giusto di Fantechi, il traversone che ha fatto arrivare la palla a Bouhafa; e c’è anche da tenere presente il fatto che Bouhafa era lì, al posto giusto al momento giusto, così com’era lì al momento giusto Vannoni. La nostra squadra non sarà in grado di lottare per il primo posto ma non è neppure solo “simpatica” è una squadra che sa giocare e, da qui alla fine del campionato, in grado di togliersi molte soddisfazioni.
Fonte: Gino Fantechi